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Pescatori di Mazara liberati in Libia, il comandante: "Abbiamo temuto il peggio. Mi manca mamma Rosetta"

"Ringraziamo a tutti voi, all'Italia, a chi ha partecipato a questa operazione" ha detto, ieri notte a Radio Mazara, Pietro Marrone il comandante del peschereccio "Medinea" catturato il 1° settembre scorso, assieme al peschereccio "Antartide", in acque internazionali a 35 miglia nord di Bengasi da una motovedetta libica delle forze di Haftar. Piero Marrone racconta la durezza della prigionia, "affermativo" risponde quando gli chiedono se ha demuto il peggio, "siamo stati in carcere senza lavarci e senza vestiti di ricambio. Siamo stanchi ma felici, abbiamo bisogno di tornare a casa e vedere i nostri familiari. Mi manca Mamma Rosetta".  La madre di Pietro Marrone, Rosetta Ingargiola, 73 anni, ha trascorso 43 giorni davanti a Montecitorio in attesa del rilascio dei 18 pescatori. I pescherecci "Medinea" e l'"Antartide", con a bordo i 18 marinai sequestrati per 108 giorni, sono in viaggio scortati dalla nave militare Margottini e rientreranno a Mazara del Vallo domenica